
Che cos'è un file MIDI?
MIDI — spartito digitale
Usare il formato MID
Un esempio concreto
Preparare una versione audio di una sequenza di note MIDI.
Le verifiche utili
Lo MIDI contiene eventi musicali, non una registrazione sonora. Il risultato dipende dagli strumenti e dalla libreria di suoni del motore.
Scegliere una conversione
Conservate l’originale e aprite il risultato nel software o sul dispositivo che dovrà utilizzarlo.
Le vostre domande su questo formato
Quale formato scegliere per condividere una registrazione?
MP3 costituisce un buon punto di partenza per un invio o un ascolto comune. Selezionate la vostra sorgente, poi MP3, avviate la conversione e ascoltate il risultato. Per un ulteriore montaggio audio, WAV può essere più adatto ma spesso produce un file di dimensioni maggiori.
Convertire un MP3 in WAV migliora il suono?
No: il WAV non ricostruisce le informazioni eliminate quando il MP3 è stato creato. Piuttosto, ti permette di cambiare il formato di lavoro. Per preservare la massima qualità, inizia dalla registrazione originale quando l'hai.
Come posso confrontarmi prima di scaricare?
Dopo una conversione audio riuscita, utilizza i lettori dell’originale e del risultato. Controlla una zona silenziosa e una zona forte, poi l’inizio e la fine. In caso di interruzioni o assenza di suono, conserva l’originale e segnala i formati utilizzati al supporto.
Perché un file MIDI non suona esattamente come a casa mia?
Un MIDI descrive note e strumenti, non una registrazione sonora. La sua conversione dipende dalla libreria di suoni utilizzata dal motore. Ascoltate il risultato prima della diffusione; la sintesi MIDI fa parte dei trattamenti specializzati NoLimit.
Che cos'è?
Un file MIDI non contiene alcun suono. Nessuna nota registrata, nemmeno un soffio. Contiene solo istruzioni: suonare una determinata nota, in un determinato istante, con una determinata intensità, su un determinato strumento.
È uno spartito, non una registrazione. Il suono che si sente dipende interamente dal dispositivo che lo riproduce — il che spiega perché lo stesso file possa risultare magnifico su un sintetizzatore professionale e comico su una scheda audio di un PC degli anni '90.
Storia e origine
Lo standard MIDI viene adottato nel 1983, frutto di un accordo tra produttori di sintetizzatori che finalmente accettano di far dialogare le proprie macchine.
È uno degli standard più duraturi nella storia della musica: quarant'anni dopo, continua a collegare tastiere, computer e software di tutto il mondo.
Perché è utile
File minuscoli — pochi kilobyte per un intero brano — e completamente modificabili: si può cambiare una nota, uno strumento o un tempo anche dopo la creazione.
È il linguaggio universale della composizione assistita da computer.
Limiti e difetti
Il risultato sonoro non è mai garantito: lo stesso file suonerà in modo diverso su ogni dispositivo.
Non può riprodurre né voci né strumenti realmente registrati. Non è audio.
Consigli d'uso
Per ottenere un vero file audio a partire da un file MIDI, è necessario farlo eseguire da uno strumento virtuale e poi registrare il risultato: una conversione diretta in MP3 produce un suono sintetico, spesso deludente.
Conservi sempre il file MIDI originale: è il suo spartito, e resta modificabile, mentre un MP3 è definitivo.
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