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Che cos'è un file JPEG?

JPEG — foto compressa

Usare il formato JPEG

Un esempio concreto

Inviare una foto a una persona cara o aggiungerla a una scheda prodotto.

Le verifiche utili

La compressione può creare artefatti. Passare a PNG non ripristina i dettagli già persi.

Scegliere una conversione

Conservate l’originale e aprite il risultato nel software o sul dispositivo che dovrà utilizzarlo.

Le vostre domande su questo formato

Come convertire gratuitamente una foto HEIC da iPhone?

Scegli il tuo file HEIC in Immagini, poi JPEG per condividerlo ampiamente o PNG se il tuo utilizzo lo richiede. Continua alla preparazione, verifica l’output e avvia la conversione. Scarica e apri il risultato. HEIC rimane gratuito; si applicano limiti di dimensione e quota giornaliera.

JPEG, PNG o WEBP: come scegliere?

Per una foto da inviare, inizia con JPEG. Per un logo con trasparenza o testo nitido, preferisci PNG. Per una pubblicazione Web, WEBP può essere interessante: confronta il peso e la resa prima della pubblicazione. Convertire un JPEG in PNG non ripristina i dettagli precedentemente persi.

Perché il mio sfondo trasparente diventa opaco?

JPEG non conserva la trasparenza. Scegliete PNG o WEBP quando lo sfondo deve rimanere trasparente e la conversione proposta lo permette. Se lo sfondo è già appiattito nel file originale, cambiare formato non lo rimuoverà.

I miei livelli di Photoshop o il mio disegno vettoriale saranno conservati?

Un’uscita JPEG o PNG è un’immagine piatta. Non conserva i livelli PSD né gli oggetti modificabili di un SVG o di un file Illustrator. Conservate il vostro file di lavoro e utilizzate la copia esportata per la condivisione. I formati di creazione specializzati sono indicati NoLimit.

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Che cos'è?

Il JPEG è il formato fotografico più diffuso al mondo. La sua compressione è detta "con perdita": per alleggerire il file, elimina in modo permanente alcune informazioni che l'occhio umano nota poco — le variazioni fini di colore, più di quelle di luminosità, a cui la nostra vista è molto più sensibile.

In pratica, l'immagine viene suddivisa in blocchi di otto pixel per otto, ciascuno tradotto in frequenze e poi semplificato. È questo il motivo dei famosi "artefatti": quei piccoli quadratini visibili attorno a un testo o a un contorno netto quando la compressione viene spinta troppo oltre.

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Storia e origine

Il formato viene pubblicato nel 1992 dal Joint Photographic Experts Group, un comitato congiunto di ISO e UIT — da cui il nome. Arriva proprio nel momento in cui le prime fotocamere digitali e il web nascente hanno bisogno di immagini leggere.

Trent'anni dopo, nonostante successori tecnicamente superiori, resta il formato predefinito della quasi totalità delle fotocamere e dei siti web: la sua compatibilità universale ha resistito a tutto.

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Perché è utile

Un rapporto peso/qualità notevole sulle fotografie: dividete il peso per dieci, e spesso l'occhio non noterà alcuna differenza.

Si apre assolutamente ovunque, senza eccezioni. Nessun altro formato di immagine può vantare altrettanto.

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Limiti e difetti

Non gestisce la trasparenza: impossibile ritagliare un logo su sfondo trasparente in JPEG.

Soprattutto, la sua perdita è cumulativa. Ogni nuovo salvataggio di un JPEG lo ricomprime: aprite, modificate e salvate la stessa immagine venti volte, e si degraderà visibilmente. Infine, rende male su campiture piatte e testo, dove produce aloni.

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Consigli d'uso

Riservate il JPEG alle fotografie. Per un logo, uno screenshot, un grafico o qualsiasi immagine con testo, il PNG darà un risultato nitido e privo di aloni.

Non lavorate mai in JPEG: conservate un originale in un formato senza perdita, ed esportate in JPEG solo alla fine. E se il peso conta davvero, oggi WebP o AVIF fanno di meglio, a parità di qualità.

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